Che cosa possiamo fare per salvare l’educazione nel terzo
millennio? Siamo in piena emergenza educativa: un’emergenza
silenziosa, ma che ha effetti disastrosi!
La maleducazione trionfa. Non possiamo continuare la latitanza.
Dobbiamo ritornare ad educare i nostri figli e non solo allevarli,
perché non educare è una follia: è tagliare il ramo su cui siamo
seduti. Non educare è rubare il futuro. Queste pagine tifano
perché rifiorisca un’educazione capace di far sì che chi nasce
“uomo” diventi “umano”.
Per stuzzicare la lettura vi propongo alcuni pensieri espressi nel
libro.
Basta con la latitanza dei genitori. Bisogna guardarsi dai genitori
perfetti e dai genitori sospetti!
Per salvare l’educazione: non lasciar cadere la speranza. Educare è difficile ma è
possibile.
I primi anni della vita dell’uomo sono i più importanti, l’educazione non è un optional: è un
debito.
Cercansi modelli! Il problema dei piccoli sono i grandi.
I valori sono il cuore e il sale dell’educazione. Senza Valori l’uomo è solo un corpo!
Il salva-educazione è la salvezza dei sentimenti non della cose. Senza un minimo di
emozione non si dà educazione: il cervello non basta ci vuole il cuore.
Per salvare l’educazione bisogna salvare la famiglia. L’amore di cui il bambino ha bisogno
deve avere tre caratteri: deve essere “personalizzato”, “duraturo” e “pieno”. Bersagliare la
famiglia è seminare mine anti-uomo.
I genitori e gli educatori devono parlare senza annoiare: le parole possono convincere!
Altra condizione per l’educazione: riportare a casa il papà! Il papà è indispensabile:
l’attuale emergenza educativa comincia proprio dalla latitanza del papà!
L’educazione si salva anche proteggendo il “reale” dall’invasione del “virtuale”. Occhi
aperti: internet svuota il contatto umano; la comunicazione digitale mette a rischio i
sentimenti; Internet favorisce il mutismo; il mondo digitale non aiuta la riflessione. Che
fare? Proteggiamo il figlio dalla teledipendenza, facciamo apprendere la bellezza della
realtà. Preferiamo la vita reale a quella virtuale. Diamo esempio di liberà nei confronti
dell’uso dei mezzi di comunicazione digitale. Controllare i movimenti on line del figlio.
Salvare il gioco per salvare l’educazione. Bisogna finirla di accelerare i bambini (bruciare i
tempi!).
Chi non si diverte ad educare ha sbagliato mestiere. La gioia è educativa per natura.
Edificare un uomo nuovo è immenso.
Articolo  a cura di: Giovanni Bernasconi


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